RITAGLIO STAMPA (ERRE ESSE) NUMERO TRE
"Riflessioni sparse"
Prima puntata
Il Corriere della Sera del 17 ottobre 2006 annuncia la nascita di un nuovo videogioco a matrice scientifica. Si tratta però del primo progetto che si serve della scienza su larga scala. Il nome? Spore, spora nella lingua italiana. Il gioco simula l’intero universo, con il quale interagisce il giocatore, che deve apprendere ed utilizzare le regole codificate da madre natura se vuole evolvere da microbo a tribù. Cosa ne pensate? (allegato 1)
Il secondo contributo è tratto da una rivista di settore, il trimestrale Rivista di Teologia Morale. E’ un intervento breve, ma significativo sugli aspetti etici implicati nella scelta delle energie rinnovabili. Si tratta di un intervento della saggista Rosangela Vegetti, che ci richiama alcuni contenuti importanti emersi durante il Forum dell’Informazione cattolica per la Salvaguardia del Creato tenutosi a Firenze lo scorso mese di giugno. Nella nota 1 dell'intervento, vi è l’indice di tutte le relazioni e comunicazioni assai interessanti svolte durante il Forum.
Nell’articolo in questione, anche se di natura sintetica, viene accennato alla relazione che esiste tra persona e ambiente, ma soprattutto tra scelte energetiche e scelte democratiche in ordine alle medesime. Tema quest’ultimo di grande interesse, perchè interpella ognuno di noi sulle prospettive e sulle strategie per una umanizzazione del lavoro e della stessa struttura sociale. (allegato 2)
Il terzo contributo che vogliamo offrire alle vostre riflessioni ci è stato segnalato e donato da un nostro lettore, che sentitamente ringraziamo.
Si tratta di un dossier dedicato alla decrescita, tratto dal numero di agosto-settembre della rivista Missione Oggi, che già avete avuto modo di conoscere. Nel presente numero di Ritaglio Stampa presentiamo due articoli del Prof. Bruno Amoroso, docente di Economia Internazionale e dello sviluppo presso l’Università di Roskilde, in Danimarca.
Nel primo articolo l’autore prende le distanze sia dalla globalizzazione capitalistica, appannaggio di poche migliaia di imprese e di famiglie appartenenti ai Paesi ricchi, sia dall’universalizzazione. Quest’ultima risponde alle domande poste dai problemi che generano le crisi dello sviluppo-deficit ambientale, sociale, politico. Coinvolge la maggior parte delle Ong internazionali, caratterizzate dal fatto negativo per il docente in questione di aver accettato la globalizzazione come terreno di confronto e orizzonte realistico di vita.
Una terza via apparirebbe possibile: è rappresentata dalla risposta che i Paesi industriali dell’Occidente daranno alla via di sostenibilità sociale, ambientale ed energetica che molti Paesi dell’Asia, dell’Africa, dell’America Latina stanno preparando per rispondere all’apartheid promosso nei loro confronti da parte dei Paesi ricchi. (allegato 3)
Il secondo articolo ha un titolo assolutamente inequivocabile:”Dalla società del benessere al bene comune”. Indica un percorso e un punto di approdo, il bene comune, che richiede “un risveglio delle comunità e l’elaborazione dei loro specifici sentieri di emancipazione per riappropriarsi del proprio futuro mediante un progetto di società solidale e di vita”. (allegato 4)
Contributi densi, forse talvolta eccessivamente sintetici, alcuni forse un po’ provocatori, ma che consigliamo vivamente di leggere e, perché no, di approfondire inviando alla redazione le vostre riflessioni.
Vi auguriamo una buona lettura e aspettiamo come sempre i vostri consigli e i vostri preziosi contributi.
Arrivederci al prossimo numero.