RITAGLIO STAMPA (ERRE ESSE) NUMERO UNO
"Fedi laiche e fedi religiose"
La serie di articoli e di saggi che proponiamo si apre con un contributo tratto dal Dizionario dello Sviluppo curato da Wolfang Sachs, di cui abbiamo già proposto due contributi nel numero precedente del Ritaglio Stampa (il numero zero che può essere consultato sul sito del Comune di Brescia alla voce Ritaglio Stampa) e precisamente “Popolazione” di Barbara Duden e “Un Mondo” di Wolkgang Sachs.
Il titolo del presente contributo è “Progresso” (allegato 1 - gli allegati citati nel presente documento possono essere visualizzati selezionandoli nella lista riportata a fondo pagina) e come viene annunciato fin dalle prime righe “E’ con il mondo moderno che sorge una fede altrettanto prettamente moderna, la fede nel progresso, a dare senso e significato ultimo alle nuove idee e istituzioni ora dominanti”. L’autore di questo saggio è il messicano José Maria Sbert, che ha operato a livello istituzionale occupandosi dei rapporti tra il governo messicano e la Banca Mondiale e come sottosegretario alla pianificazione. Oggi si occupa di pubblicità a Città del Messico.
Il secondo apporto, tenuto in occasione del recente convegno mondiale svoltosi a Torino sull’educazione ambientale, è rappresentato dall’intervento assai significativo di Fritjof Capra, ricercatore e docente di fisica delle alte energie, che si occupa da molto tempo delle implicazioni filosofiche della scienza moderna.
L’articolo dal titolo “Alfabetizzazione ecologica: sfida educativa del XXI secolo” (allegato 2) tratto dalla rivista Eco, dedicata all’educazione sostenibile, definisce l’alfabetizzazione ecologica come la sfida educativa del XXI secolo e indica come quadro scientifico più appropriato per l’ecologia la “teoria dei sistemi viventi” la quale “comporta un nuovo modo di vedere il mondo e un nuovo modo di pensare, noto come pensiero sistemico. Il che significa pensare in termini di relazioni, modelli e contesto”.
Il terzo contributo è costituito da due parti.
Nella prima, “L’edizione italiana” (allegato 3), si riproduce la presentazione dell’edizione italiana della prima rivista ecologista in ordine di tempo. Si tratta dell’Ecologist, unica al mondo pubblicata in diverse lingue (inglese, francese, portoghese, spagnolo, italiano, arabo) edita in Italia dalla Libreria Editrice Fiorentina, il cui direttore responsabile Giannozzo Pucci è anche l’autore di queste pagine proposte.
La seconda parte, “Proprietà comune e comunità” (allegato 4) è un breve intenso saggio dal titolo “Proprietà comune e comunità” di Vandana Shiva, fisica e economista indiana, tra i massimi esperti internazionali di ecologia sociale.
Nel suo scritto l’autrice indica come “l’autogoverno delle comunità locali e di villaggio è il fondamento di una democrazia della terra con alcune responsabilità e relativi diritti delegati a livelli decisionali più distanti”. Si riafferma l’urgenza della sovranità popolare delle comunità indigene a salvaguardia della biodiversità, partendo dal presupposto che l’autogoverno è un diritto naturale.
Il caso proposto è quello dell’organizzazione dei popoli tribali nell’India dopo l’indipendenza e il tentativo difficoltoso di armonizzare le pratiche consuetudinarie dei popoli e la giurisprudenza indigena con le forme giuridiche dell’impresa coniate dall’Occidente.
Il successivo contributo è tratto ancora una volta dalla rivista Eco, sull’educazione sostenibile che ci accompagnerà anche nei prossimi numeri di Ritaglio Stampa.
Nell’ultimo numero apparso nell’aprile 2006 essa dedica un settore consistente alla relazione tra “Spiritualità e ambiente”(allegato 5).
In questa prima parte proposta integralmente si analizzano i rapporti tra la natura con le religioni e le società tradizionali, il buddhismo in Sri Lanka, la spiritualità indigena in Amazzonia, la gestione dell’acqua in Tibet, lo sviluppo sostenibile in India, la coscienza ecologica nella spiritualità dei popoli indigeni della Russia orientale ed infine il rapporto tra tradizione e nuove visioni dell’ambiente nelle Università dell’Asia centrale, con attenzione specifica a alcuni princìpi islamici considerati nella loro interpretazione ecologica.
Il penultimo contributo, anche in questo caso riproposto nella sua integralità, è tratto dalla rivista Ideambiente, dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici.
Il dossier riguarda il rapporto tra “Religione e Ambiente” (allegato 6) (allegato 7) e contiene una serie di interviste a illustri rappresentanti del mondo religioso internazionale, realizzate a Lione durante il convegno “Uomini e religioni”, organizzato dalla Comunità di S. Egidio.
L’ultimo contributo “Si dirada il mistero sulla fine di Angkor” (allegato 8) è tratto da Darwin, rivista di scienze.
Anche in questo caso abbiamo voluto richiamare il tema degli articoli presentati nel numero 0 di Ritaglio Stampa dedicati alle gravi responsabilità dell’uomo nella scomparsa della civiltà di Rapanui, nella lontana isola di Pasqua.
Nel numero attuale il breve ma significativo saggio cerca di fare luce intorno al mistero sulla fine di Angkor, l’antica capitale dell’impero Khmer in Cambogia.
Roland Fletcher, archeologo dell’Università australiana di Sidney e profondo conoscitore del territorio e della civilità in oggetto ritiene che “anche i paesi industrializzati possano imparare una lezione e paragona la sventura di Angkor alle città moderne, che devono pagare un prezzo molto alto per far fronte a un esteso deterioramento del sistema fognario e stradale”.