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ritagli da testate gionalistiche e pubblicazioni relativi ad Agenda 21

RITAGLIO STAMPA (ERRE ESSE) NUMERO ZERO

Nasce con il numero zero il Ritaglio Stampa una proposta sperimentale di rassegna stampa informativa e formativa periodica, relativa alle tematiche di Agenda 21, prodotta interamente dall’ Ufficio di Agenda 21 del Comune di Brescia.

Perché questa iniziativa?

Tramite i “media”, siamo quotidianamente bersagliati da dati ambientali di difficile lettura e comprensione al punto che anche le spiegazioni fornite dai cosiddetti  “specialisti” spesso non portano chiarezza.
L’informazione è quindi sempre più orientata a fornire dati analitici: questa “esposizione” ai dati ambientali, sottrae spesso tempo ad un momento di riflessione che ci permetta di approfondire, di riflettere, su ciò che accade a noi e al nostro pianeta.

Il Ritaglio Stampa, speriamo, possa aiutare i lettori a riflettere in modo pacato e approfondito sul nostro tempo presente, osservando le relazioni complesse che cittadini e istituzioni intrattengono con l’ambiente circostante, senza trascurare il tempo passato, qualora da esso provengano indicazioni importanti per la nostra esistenza mantenendo una forte attenzione costante a ciò che  altre culture e religioni del mondo ci indicano e ci testimoniano.

Con il sistema dell’ipertesto i testi di interesse potranno essere visualizzati con un semplice “click” del mouse sui testi allegati.

I temi di approfondimento proposti in questo numero zero, come potrete constatare, interessano argomenti affrontati da Agenda 21 del Comune di Brescia, ma possono essere di interesse anche per soggetti che non partecipano al processo di Agenda 21 ma sono attenti alle tematiche ambientali. 

Acqua

questa rubrica ci introduce direttamente a riflettere sull’acqua, bene comune da salvaguardare con tutti i mezzi a nostra disposizione. Vengono presentati due contributi:

  1. “l’acqua fonte di vita. Non una merce” (allegato 1 - gli allegati citati nel presente documento possono essere visualizzati selezionandoli nella lista riportata a fondo pagina): è tratto dal settimanale cattolico Famiglia Cristiana ed è scritto dal Prof. Riccardo Petrella, docente di economia all’Università Cattolica di Lovanio (Belgio) e Presidente del Comitato per il Contratto Mondiale dell’Acqua, di recente nominato al vertice dell’Acquedotto pugliese. L’articolo identifica nella privatizzazione dei servizi idrici “la tendenza della nostra società nella corsa all’individualizzazione  degli interessi e dei bisogni”. Si richiamano anche due passaggi importanti della Dichiarazione della Conferenza Episcopale Italiana del 9 novembre 2003: “Il dono dell’acqua  è un bene di tutti e per tutti “ (…) e quindi “la realizzazione di un diritto non può essere affidata al solo mercato, che farebbe dipendere dal reddito la possibilità d’uso di un bene essenziale per la vita. L’acqua non può mai essere solo bene privato, ma va custodita come bene comune e, anzi, come patrimonio dell’umanità”.
  2. Dichiariamo “l’acqua un diritto umano universale” (allegato 2): è una sintesi del documento dei vescovi italiani che dichiarano l’acqua essere un diritto umano universale. Il  contributo è tratto dalla Voce del Popolo, settimanale cattolico della Diocesi di Brescia.

Ambiente e salute

l’articolo “Inquinamento e tumori sospetti” (allegato 3) che proponiamo risale al 2003, è tratto dal settimanale Famiglia Cristiana e ci parla in modo sintetico di uno studio condotto dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) su richiesta del nostro Ministero dell’Ambiente. Si tratta dei primi risultati di un’indagine su 15 aree critiche italiane e si riferisce al periodo 1990-1994. L’articolo che presentiamo intende essere una introduzione ad un tema delicato ed invitiamo i lettori che fossero interessati a far pervenire alla redazione materiali e segnalazioni in merito.

Dizionario per uno sviluppo sostenibile

in questa rubrica proponiamo due contributi.

  1. Il primo è  di W. Sachs intitolato “Un mondo” (allegato 4). L’autore è tedesco, esponente di punta del movimento verde e portavoce dell’Istituto Wuppertal per l’ambiente. Ci aiuta a riflettere sul genere umano, così come emerge chiaramente dalla  Carta delle Nazioni Unite, ma anche sulla concezione di mondo, di mercato e sulla tensione tra luoghi e spazi, tra localismi e universalismi.
  2. Il secondo apporto è “Popolazione” (allegato 5), di Barbara Duden. L’autrice è ricercatrice presso l’Institute for Cultural Studies di Essen  (Germania). Nelle sue ricerche si occupa principalmente del potere culturale della medicina moderna. Nell’articolo si affronta l’evoluzione del concetto di popolazione all’interno del dibattito sullo sviluppo.

Nord e il Sud del mondo

In questa sezione proponiamo un articolo tratto da Avvenire, nel quale si descrivono progetti di approvvigionamento idrico ed energetico (allegato 6), fondati sulle piccole tecnologie e sul contributo dell’ingegneria per un “vero sviluppo sostenibile nei Paesi poveri”. Questo è un tema affrontato anche negli incontri di Agenda 21 del Comune di Brescia e quindi si ritiene interessante proporlo.

Recensioni

Si propone un articolo (allegato 7) tratto dal quotidiano Il Manifesto nel quale vengono presentati due libri. Il primo di John R. Mc Neill “Qualcosa di nuovo sotto il sole. Storia dell’ambiente nel XX secolo”, Einaudi, 2003 che comincia il suo libro definendo il Novecento come il secolo prodigo, per gli altissimi costi ambientali e per gli sprechi di risorse non rinnovabili che per millenni erano state custodite dal nostro pianeta. Il secondo testo recensito è di Mirella Battaglia, intitolato “Alle origini dell’etica ambientale”, ed. Dedalo, 2003 nel quale l’autrice si impegna a dimostrare l’esistenza di un umanesimo naturalistico che tende ad accentuare le radici terrene dell’uomo, le responsabilità nei confronti della natura e il prendersi cura di tutti coloro che abitano con lui sulla Terra.

Religioni e ambiente

Questa è una sezione che vorrebbe introdurre alcune riflessioni interculturali sull’ambiente, ma a partire da una lettura religiosa del rapporto tra uomo e natura. Vengono proposti due brevi articoli.

  1. Il primo è tratto da un numero di Famiglia Cristiana del 2002 e tenta di tracciare un bilancio del dopo-Rio, con un titolo ad effetto “La natura stravolta” (allegato 8).
  2. Il secondo contributo  sempre di Famiglia Cristiana, dal titolo “Le Sentinelle del Creato” (allegato 9) espone sinteticamente i risultati del Primo Forum dell’informazione cattolica sul tema dell’ambiente.

Saggi

Si presenta un contributo tratto dalla rivista internazionale di teologia Concilium di Jung Mo Sung, coreano di nascita, residente in Brasile. Il titolo suggestivo dell’articolo “Economia e spiritualità per un altro Mondo più giusto e sostenibile” (allegato 10) introduce il tema che la nozione di sostenibilità implica strutturalmente la nozione di limite. Questo limite si traduce anche nell’impossibilità di costruire un ordine sociale e un mondo migliore che sia perfetto. Il paradosso sociale e spirituale è che soltanto rinunciando alla pretesa di perfezione potremo costruire un mondo migliore.  L’autore è dottore in Scienza della religione, specializzato in Pedagogia e insegna Scienza della religione presso l’Università Metodista e l’Università Cattolica di Sao Paulo (Brasile).

Sobrietà

E’ uno dei termini introdotti abbastanza recentemente nelle riflessioni e nelle pratiche sulla sostenibilità. Gli interrogativi cui la rubrica dovrebbe rispondere sono complessi, ma appaiono ineludibili. Vediamone i principali. E’ possibile uscire da un modello che tanto ci opprime, fatto di beni spesse volte superficiali, consumati in solitudine, con una qualità della vita in fin dei conti povera e deludente? Si può vivere bene facendo a meno delle cose che non ci sono utili?  Possiamo coniugare la sobrietà con la piena occupazione e la garanzia dei bisogni fondamentali per tutti? Si può passare dall’economia della crescita all’economia del limite, facendo vivere tutti in maniera sicura? Il contributo che vogliamo proporre in questo numero Zero di Erre-Esse all’attenzione dei lettori ha per titolo: “La sobrietà come stile di vita” (allegato 11). Si tratta del quarto capitolo del libro scritto da Francesco Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, dedicato semplicemente alla “Sobrietà.

Sviluppo sostenibile

Vengono proposti due articoli tratti dal dossier “Ho scelto l’ambiente” della rivista “La Nuova Ecologia – maggio 2004”. Il primo “Cambio di informazione” (allegato 12) è dedicato  a passare in rassegna i seminari, corsi per neodiplomati, programmi di aggiornamento realizzati dagli Enti Locali, ma anche ai sempre più numerosi corsi di laurea indiscipline ambientali ai  Master  d’ambiente. Il secondo articolo “No profit è meglio” (allegato 13) è dedicato alle opportunità per i più giovani di “apprendere sul campo”, con una finestra di approfondimento dedicata alla scuola di ecogiornalismo organizzata da La Nuova Ecologia.

Sviluppo insostenibile

Si propone un articolo tratto da Il Manifesto che ci offre una lezione efficace e tragica proveniente dal passato: “La parabola ecologica di Rapanui” (allegato 14). Nel testo si racconta , seppure troppo brevemente, di come la civiltà dei Moai dell’isola di Pasqua si è autodistrutta per aver troppo consumato le grandi risorse di cui pure disponeva. E’ un invito “sobrio” alla riflessione e all’approfondimento.