Scappo dalla città
Le migrazioni intraprovinciali a Brescia dal 2000 al 2003
Rapporto di ricerca n. 23/2006
Il fenomeno delle migrazioni occupa da sempre un posto di primo piano nell’evoluzione e dinamica della popolazione bresciana.
Fino alla fine della seconda guerra mondiale perché le emigrazioni sono state un fenomeno demografico rilevante per le aree rurali e montane: migrazioni all’estero ma anche migrazioni a fondovalle e in città, là dove i processi di industrializzazione richiedevano manodopera.
Nel secondo dopoguerra, in piena fase di ricostruzione e di boom economico, Brescia e la sua provincia hanno attratto forti flussi migratorio provenienti da altre regioni italiane, in particolare quelle del Meridione d’Italia.
Più recentemente, a partire dagli anni ’90, un analogo processo ha interessato invece persone provenienti da paesi esteri, in particolare da paesi sottosviluppati o in via di sviluppo.
L’elevato impatto sociale che caratterizza tutti i fenomeni migratori si è aggravato quando le migrazioni hanno riguardato persone provenienti da aree culturali molto differenti dalla nostra.
Infine, recentemente si è parlato spesso sui media del riavviarsi di un fenomeno di migrazione interna con un aumento dei flussi dal Mezzogiorno d’Italia verso il nord. In effetti si tratta di un fenomeno che, pur con andamenti ciclici, non si è mai decisamente sopito: anche a Brescia la presenza di cittadini italiani provenienti da altre regioni è rilevante e costituita da una componente di “vecchia data”, cioè migrata nel dopoguerra e radicatasi a Brescia e da una componente di più recente migrazione (5-15 anni) .
Ai fenomeni precedenti si aggiunge un ulteriore flusso dalla città verso l’hinterland. Fenomeno migratorio particolarmente studiato dagli urbanisti e dai sociologi ambientali e che pur essendo presente da almeno due decenni ha trovato nuove spinte in questi ultimi anni.
Esso si sovrappone al movimento dei cittadini extracomunitari, tanto da bilanciarne, quasi, l’effetto numerico “a saldo” sulla dimensione urbana.
Obiettivo del presente lavoro è analizzare il fenomeno delle migrazioni dal Comune di Brescia con particolare riguardo alle caratteristiche delle famiglie.
Si sono ricostruiti, per quanto possibile, gli eventi demografici delle famiglie coinvolte mettendo in ordine cronologico gli eventi anagrafici degli individui appartenenti ad una stessa famiglia o che si sono uniti in una nuova famiglia.
Il modello utilizzato affronta il fenomeno migratorio non tanto dal punto di vista individuale, effettuando cioè la semplice conta delle persone che migrano, quanto da quello familiare analizzando quali sono le caratteristiche delle famiglie che emigrano e confrontandola con quella delle famiglie che immigrano.
Questo modello deriva da alcune considerazioni di fondo:
1. la scelta migratoria è raramente una scelta individuale ma una scelta che, originandosi e sviluppandosi nell’ambito delle dinamiche familiari, è a da considerasi principalmente della famiglia;
2. ogni scelta migratoria può avere effetto non solo sulla struttura e le condizioni di vita della famiglia interessata, ma anche sulla struttura demografica dell’area territoriale al cui interno migra, soprattutto se i flussi in ingresso e in uscita sono costituiti da tipi familiari differenti;
3. la diversa tipologia delle famiglie che entrano ed escono da un’area territoriale ha comprensibili ricadute sulle strutture urbane, i consumi, i servizi pubblici e privati;
4. la modificazione della struttura demografica di un territorio ha conseguenze rilevanti sulla struttura sociale dell’area coinvolta.
Il presente lavoro è parte di un progetto di analisi dei mutamenti della struttura della popolazione di Brescia e dell'adeguarsi delle strutture abitative alle nuove esigenze della popolazione.
Ulteriori informazioni sono quindi reperibili alle pagine
il fabbisogno abitativo a Brescia
venti anni di attività edilizia a Brescia