I CICLISTI CHE LAVORANO E STUDIANO
Elaborazioni sui dati del 14° Censimento Generale della Popolazione del 2001
Statistica Rapida n. 2/2007
La disponibilità di dati relativi ai volumi di traffico dei mezzi diversi dalle automobili è piuttosto ridotta.
L'unica raccolta di informazioni, limitata tra l'altro alla sola mobilità sistematica, cioè per motivi di studio e di lavoro, è quella effettuata nel corso dei Censimenti Generali della Popolazione.
Nella breve nota che segue vengono presentati, in maniera sintetica, i dati relativi agli spostamenti in bicicletta per motivi di lavoro e di studio rilevati nel corso del XIV Censimento Generale della Popolazione - 21 ottobre 2001.
I limiti dei dati censuari sono sufficientemente noti. Brevemente possiamo citare il fatto che pur essendo un'indagine esaustiva la qualità dei dati non è sempre elevata a causa della autocompilazione del questionario. Inoltre, la mobilità cui si riferiscono i dati censuari è solo quella sistematica e quindi resta completamente scoperta la mobilità non sistematica.
I dati utilizzati in questa breve nota riguardano alcune caratteristiche socio-demografiche della persona che usa la bicicletta per spostarsi (età, sesso) e l'origine e destinazione degli spostamenti a livello territoriale di Circoscrizione, stante la percorrenza limitata del ciclista.
I quesiti elaborati sono:
- se la persona si reca giornalmente al luogo di abituale di studio o di lavoro, che permette di individuare la mobilità per ragioni di studio o lavoro;
- se la persona rientra giornalmente nell'alloggio, che permette di individuare la mobilità sistematica;
- l'ora di uscita dall'alloggio;
- il tempo impiegato per recarsi al luogo di studio e lavoro, considerando la sola andata.
I dati riguardano principalmente la mobilità all'interno del Comune di Brescia. Sono stati utilizzati nelle elaborazioni, con l'esclusione della matrici origine/destinazione, anche i dati relativi ai ciclisti in ingresso-uscita dalla città (spostamenti limitati ai Comuni confinanti) che rappresentano, nel caso della mobilità ciclabile, solo il 9,9% dei ciclisti.