Famiglie e automobili
Le autovetture a disposizione delle famiglie bresciane
La popolazione costituisce l'oggetto principale di interesse e di intervento per il Comune. La comprensione delle modalità con cui la popolazione si organizza, ottenibile attraverso l'analisi delle caratteristiche e dei comportamenti delle famiglie e degli individui, costituisce un’esigenza informativa irrinunciabile per poter pianificare e programmare gli interventi pubblici.
L’attuale sistema sociale ed economico vede la popolazione organizzarsi sulla triade famiglia-abitazione-automobile.
I primi due elementi sono sostanzialmente scontati: la popolazione vive nelle famiglie, prevalentemente, ed il luogo in cui la vita familiare si svolge è l'abitazione.
Quanto al terzo elemento possiamo svolgere alcune osservazioni.
La centralità assegnata all'automobile nell'organizzazione familiare non deve sorprendere perché occorre ricordare che le famiglie, normalmente, svolgono una parte delle attività essenziali per il proprio mantenimento al di fuori dell’abitazione: si pensi al lavoro, all’istruzione e così via. La necessità di svolgere attività esterne porta le persone a muoversi utilizzando, sempre prevalentemente, l’automobile privata come mezzo di trasporto.
L’informazione sulla disponibilità del parco auto, secondo le caratteristiche familiari costituisce un elemento di sicuro interesse in quanto informa su aspetti che hanno un forte impatto, diretto o indiretto, sulle attività del Comune, pensiamo al traffico, al trasporto pubblico, alla sosta, all’inquinamento (atmosferico ed acustico) e via dicendo. A questi temi si aggiungono aspetti, come le caratteristiche ed il valore degli autoveicoli, che forniscono informazioni sulle condizioni di vita delle famiglie.
L’analisi del parco auto secondo le caratteristiche demografiche, sociali ed economiche, delle famiglie risulta piuttosto costosa se effettuata con una rilevazione diretta, e complessa se effettuata attraverso l’integrazione di informazioni provenienti da fonti diverse.
La seconda delle modalità di rilevazione, tuttavia, è quella più facilmente praticabile, almeno da parte di un comune, data la disponibilità di numerosi archivi amministrativi interni, a partire dall’Anagrafe della popolazione residente, e l’accesso agli archivi dei veicoli gestiti dal Pubblico Registro Automobilistico.
La difficoltà maggiore che si incontra con la rilevazione indiretta è dovuta al fatto che i dati interni ed esterni provengono da sistemi informativi non integrati, ma collegabili attraverso il codice fiscale. Quindi la qualità del collegamento dipende dall’affidabilità e completezza delle informazioni chiave. All’analisi delle fonti, e del loro linkage, e della qualità dei dati sono dedicati i prossimi punti della nota.
Una particolare attenzione viene dedicata nella nota al fatto che le famiglie utilizzano veicoli non solo di proprietà di uno dei componenti, vale a dire intestati ad uno dei componenti, ma anche veicoli intestati a società. Ciò accade, frequentemente, nel caso di lavoratori dipendenti con disponibilità dell’auto aziendale, o di lavoratori autonomi (liberi professionisti, imprenditori, commercianti, rappresentanti di commercio) che utilizzano i veicoli intestati alla propria azienda sia per esigenze di lavoro sia per esigenze familiari. In queste situazioni il collegamento tra gli archivi non consente di ricostruire il parco veicoli effettivamente in disponibilità della famiglia, dal momento che mancano tutti quelli intestati, per qualsivoglia ragione, ad una impresa.
Dal punto di vista dell’indagine ciò comporta una evidente sottostima del parco auto a disposizione delle famiglie; sottostima che, tuttavia, riguarda quasi esclusivamente alcune tipologie familiari.
Questi aspetti sono adeguatamente trattati nel testo.
La nota prosegue con l’illustrazione dei principali risultati, con una particolare attenzione agli aspetti ambientali ed economici, mentre in appendice vengono presentate le tabulazioni analitiche.