Stati, governi, amministrazioni territoriali tendono a governare e ordinare la società civile invece che trarne ispirazione, indotti dalla sottesa convinzione che la vita sociale diventa civile solo attraverso la vita politica; occorre invece recuperare un autentico protagonismo delle persone, delle famiglie, delle associazioni, delle comunità.
La partecipazione della persona alla costruzione del bene comune non si evade, infatti, esclusivamente nel suo impegno politico o nella delega assegnata al momento elettorale, ma si esplicita nella volontà, capacità e responsabilità di autorganizzarsi nelle diverse dimensioni collettive per rendere possibile, facilitare, proteggere il compimento, la realizzazione la vita della comunità stessa.
L’autoreferenza della politica tende ad escludere i cittadini dalla partecipazione alla programmazione, all’organizzazione e al controllo della propria attività.
Occorre recuperare un’organizzazione dell’amministrazione cittadina che realizzi una vera democrazia partecipativa attraverso la tutela della partecipazione individuale dei cittadini all’attività politico-amministrativa, attraverso organi di consultazione e partecipazione organizzati per settore e territorio, attraverso un obbligo informativo più stringente nei confronti della comunità.
Un’adeguata informazione nella pubblica amministrazione è la premessa per l’esercizio di scelte libere, senza accountability un cittadino disinformato non può valutare i servizi pubblici, non può esercitare la dovuta responsabilità nella loro fruizione, non riceve sollecitazioni per l’esercizio autonomo del proprio intervento.
L’informazione non è solo il mezzo per giudicare il buon governo della cosa pubblica ma è la conditio sine qua non sia per una libertà di scelta sia per esercitare il proprio ruolo da protagonisti.
L’assenza o la carenza dei servizi informativi non permettendo un giudizio adeguato del governo politico e manageriale, e non permettendo alla società civile la possibilità di candidarsi come prima attrice della risposta alla domanda pubblica, agisce come elemento di deresponsabilizzazione.
Le circoscrizioni sono parte integrante della macchina amministrativa comunale e, come tali, devono essere concepite come organo di cogoverno del Comune.
Tali apparati non devono essere intesi come l’applicazione di una sussidiarietà verticale burocratica e gerarchica, ma come frutto e insieme fattore di sviluppo di una sussidiarietà orizzontale, ovvero di una maggiore partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla gestione dei beni pubblici.
E’ per tale motivo che questo nostro Consiglio dovrà necessariamente, d’intesa con il Sindaco, la Giunta Comunale e l’intero consesso civico, affrontare in modo serio e responsabile la proposta di modifiche al regolamento per l’organizzazione e il funzionamento delle circoscrizioni.
La Circoscrizione avrà in questi anni il compito di trasformarsi in una “casa ospitale” per tutte le realtà sociali e le persone che operano nel territorio e lo abitano, senza porre ostacoli alle libere iniziative che perverranno da tutte le realtà territoriali.
E’ però evidente che ciò potrà essere messo in pratica solo attraverso una corretta e condivisa attribuzione di deleghe che possano permettere agli organi decentrati il completo esercizio delle funzioni affidate per natura alle istituzioni sussidiarie.
Far “vivere il territorio” significa ascoltare e interloquire con le persone che lo abitano, valutarne ogni proposta e supportarne l’organizzazione di iniziative, ponendosi sempre come obiettivo finale il raggiungimento del bene comune.
La circoscrizione deve essere al servizio della gente.
Oggi più che mai si sente l’esigenza di comunicare con massima efficacia con la Gente e per la Gente, affinché si possano creare i presupposti che permettano la migliore applicazione di quelle fertili basi che ci consentirebbero di applicare il principio di sussidiarietà, motore di ogni azione sociale.
Affinché si realizzi l’interazione cittadino-istituzione tanto auspicata è indispensabile che la nostra circoscrizione si avvalga di strumenti di comunicazione semplici ma efficaci.
E’ necessario che l’informazione al cittadino non sia realizzata esclusivamente secondo le modalità che l’organizzazione comunale interpreta più adeguate.
L’informazione deve essere anche espressione delle esigenze dei cittadini stessi; deve essere organizzata, elaborata e diffusa secondo le modalità che la cittadinanza direttamente prevede come più funzionali.
Tramite le commissioni consiliari, intese come organismi di diretta rappresentanza dei cittadini, si potrà, anche disponendo delle adeguate risorse finanziarie e organizzative, integrare l’informativa già prodotta dall’ente comunale.
Alcuni strumenti di informazione dovranno essere:
- Il Giornale di Circoscrizione: I contenuti del “Giornale di circoscrizione” saranno valutati a maggioranza da un comitato di redazione;
- La Buca delle lettere: posizionamento di cassette dislocate su tutto il territorio (possibilmente due per quartiere) che svolgano la funzione di raccolta delle segnalazioni che i cittadini fanno. Una volta a settimana le istanze cartacee verranno raccolte e consegnate alla circoscrizione, la quale provvederà a valutare con i cittadini i metodi più opportuni per risolvere i problemi presentati;
- Sito internet: Il sito internet del Comune deve raccogliere istanze e proposte tramite e-mail e forum al quale i cittadini possono accedere, discutere e partecipare al processo propositivo.