Notiziario
le partecipazioni societarie del Comune
L’Amministrazione Comunale da sempre assegna grande valenza alle società alle quali partecipa, considerate anche importanti strumenti di supporto e di promozione dello sviluppo economico locale.
La caratteristica comune delle società controllate è quella di essere state costituite o acquisite per la gestione di pubblici servizi, nella convinzione che la società a partecipazione pubblica maggioritaria costituisca una modalità più efficiente rispetto alla gestione in economia, in considerazione delle modalità operative imprenditoriali che consentono l’attivazione di economie di scala e sinergie oltre al superamento dei limiti strutturalmente riconducibili ai vicoli di programmazione ed operatività tipici di una gestione istituzionale. Il Comune, sgravato dall’attività gestionale, può impegnarsi in un’azione oltremodo importante di indirizzo e di controllo che presuppone la necessità di una costante attenzione, pur nel rispetto dell’autonomia che a loro compete, verso le problematiche operative delle società e la puntuale conoscenza degli scenari in cui le stesse operano. Per quanto riguarda le società partecipate, di cui le quote sottoscritte non superano quasi mai il 10% del complessivo capitale sociale, la ragione dell’adesione è via via derivata dall’individuazione, anche qui, dell’opportunità di un sostegno ad attività concretamente o otenzialmente significative per il tessuto economico locale; lo scopo perseguito è considerato di importanza strategica, pur non rientrando nei propositi dell’Amministrazione un preciso impegno nei costi di realizzazione.
Le società, in tema di indirizzi e strategie comunali, sono viste nell’ambito di una gestione unitaria dell’ente che individua il gruppo pubblico locale, sostituito dal Comune e dalle sue controllate, per il quale viene prevista un’unica strategia, un unico processo decisionale che investe l’intera attività comunale alla ricerca dell’ottimizzazione delle risorse e della massima  efficienza ed efficacia delle sue componenti. Circa il modello di corporate governance, va ricordato che il rapporto fra il Comune e le partecipate ha aspetti di delicatezza e complessità a causa del triplice ruolo che può venire assunto dall’ente locale che si trova ad essere azionista della società con obiettivi di massimizzazione del risultato economico d’esercizio ma anche titolare dei servizi pubblici locali che affida con obiettivi di minimizzazione
del prezzo del servizio esternalizzato e rappresenta inoltre i cittadini che hanno come obiettivi la minimizzazione delle tariffe e
l’ampliamento dei servizi erogati.
Risulta evidente che in una realtà così complessa, per far sì che il Comune possa esercitare effettivamente la funzione di indirizzo e controllo che gli è propria, vanno adottati meccanismi e strumenti di controllo strategico/decisionale che consentano di valutare i risultati e gli impatti delle scelte, attivando anche, per i pubblici servizi, continue verifiche circa l’adeguatezza dei contratti di programma che, unitamente alla carta dei servizi, regolano l’attività.
In questo ambito si inserisce il documento realizzato dall’unità di staff Coordinamento Aziende Pubbliche comunale con il fondamentale apporto dei professori Renato Camodeca, docente di Contabilità generale e bilancio presso il Dipartimento di Economia Aziendale e Paolo Panteghini, docente di Finanza degli enti locali presso il Dipartimento di Scienze Economiche - Università degli Studi di Brescia, ai quali va un doveroso, davvero sentito ringraziamento.
Si tratta dell’analisi economica e finanziaria dei dati di bilancio presentati dalle società comunali nel periodo 2002-2006.

Ad integrazione delle informazioni che abitualmente trovano posto nei documenti di programmazione e rendiconto comunale, si è ritenuto opportuno disporre di un documento tecnico che, attraverso la rilevazione di appositi indicatori, consentisse di cogliere l’andamento e la significatività dell’attività svolte dalle società partecipate comunali oltre ad un quadro di sintesi; Le stesse partecipate sono state poi analizzate in funzione dell’attività svolta e della relativa collocazione settoriale.
Lo studio consente più piani di lettura: si è inteso dare una possibilità ampia di analisi fornendone gli strumenti. L’intendimento è anche quello di giungere ad una reportistica sempre più adeguata a dare conto della complessità delle realtà aziendali e in questo senso continuerà l’impegno della struttura comunale preposta al rapporto con le partecipate, anche in vista della redazione del bilancio consolidato.
Il periodo considerato nello studio ha visto l’attuazione di importanti decisioni che hanno riguardato le società comunali. Per ASM sono da ricordare, dopo la riforma strutturale dell’azienda che ha visto la scissione del ramo d’azienda relativo ai trasporti e la nascita di Brescia Mobilità, la quotazione alla Borsa Valori di Milano, la fusione con BAS Bergamo e le attività che hanno portato alla nascita di A2A, un operatore di rilievo europeo e leader in Italia nel settore delle utilities.

E’ divenuta operativa Brescia Mobilità alla quale sono affidati importanti servizi: la gestione del trasporto pubblico, le linee di attraversamento veloce LAM, la realizzazione della metropolitana, i parcheggi che costituiscono grandi sfide per l’Amministrazione al fine di consentire ai cittadini la miglior "fruibilità” della propria città. Al Centro Sportivo S. Filippo S.p.A., dopo una adeguata ricapitalizzazione, è stata affidata la gestione di una parte significativa degli impianti sportivi comunali nella convinzione che questa modalità gestionale possa garantire autonomia, rapidità decisionale e criteri di managerialità con miglioramento degli standard del servizio, oltre al generarsi di economie di scala e di sinergie. Va ricordata la creazione di Brescia Musei spa, poi trasformata in Fondazione, alla quale è stata affidata la mission di concorrere, attraverso la gestione di attività e servizi per i musei di Brescia e la promozione di attività connesse (quali mostre ed eventi artistici), a mantenere vivo il legame fra la storia culturale della città e il futuro della stessa, promuovendo Brescia quale città d'arte. Relativamente a FARCOM Brescia spa, società alla quale è affidata per la durata di trent’anni la gestione delle dodici farmacie comunali di cui il Comune possiede e mantiene la titolarità, è stato ceduto il pacchetto di maggioranza ad un socio privato con cui potessero essere realizzati incrementi dimensionali e strategie gestionali.

Il Comune, unitamente a importanti realtà istituzionali e imprese cittadine, ha contribuito alla costituzione delle società consortili CSMT e CRAMER attive nel capo della ricerca applicata. Centrale del Latte continua a ben rappresentare l’interesse dell’Amministrazione per la salvaguardia del benessere pubblico in campo alimentare.
Le società comunali sono vive e vitali e anche le rilevanti, positive ricadute sul bilancio comunale lo stanno a dimostrare; riscontri esterni ci confortano: nei giorni scorsi il consueto rapporto dell’ufficio studi di Mediobanca per la fondazione Civicum, che rileva le performance delle società detenute dai maggiori comuni italiani, ha collocato Brescia al primo posto per la redditività generata dalle proprie società ed anche il giudizio sui servizi affidati è risultato lusinghiero.


Brescia, 11 marzo 2008