Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali destinerà nel corso del 2008 una cospicua parte dei fondi ordinari al cuore antico della nostra città, ovvero l’area archeologica del Capitolium. Il finanziamento che ammonta a 1 milione di euro –nell’ambito delle risorse destinate ad interventi non cantierati in Lombardia, e tra questi il Duomo di Cremona e la Collezione Zavattini, e previsti dall’art. 1/1138 della Legge finanziaria 2007– costituisce il riconoscimento di anni di impegno costante da parte di Comune di Brescia, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, Fondazione Brescia Musei e Fondazione CAB.
“Con questo importante stanziamento, unitamente ai 250.000 euro già messi a disposizione dall’Amministrazione comunale –dichiara il Vice Sindaco di Brescia Luigi Gaffurini –verranno portati a termine i lavori in corso nel Santuario Repubblicano, in vista della prossima apertura al pubblico. Lavori che riguarderanno gli scavi archeologici in corrispondenza del pronao dell’edificio, l’installazione del controllo microclimatico, la progettazione di un idoneo impianto di condizionamento e la predisposizione dei percorsi di vista. Verranno, inoltre, avviati studi e rilievi al fine di predisporre una documentazione secondo gli standard più elevati, e quindi redatto un progetto museologico e museografico per la valorizzazione dell’intera area.”
L’area archeologica si trova in prossimità del monastero di San Salvatore-Santa Giulia, oggi sede del Museo della città e rientra nella cosiddetta buffer zone (zona tampone) intorno al sito longobardo che, unitamente ad altri siti di eccellenza sul territorio nazionale (Cividale del Friuli, Castelseprio, Spoleto, Campello sul Clitunno, Benevento e Monte Sant’Angelo) è stato accolto tra le candidature internazionali per entrare a far parte della World Heritage List (Lista del Patrimonio Mondiale) dell’UNESCO.
Il Vice Sindaco afferma: “Dopo la valutazione del progetto preliminare, redatto dal Comune con il fondamentale apporto della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Brescia, nel quale sono indicate le linee guida per il recupero complessivo e la fruizione dell’area, il Consiglio Superiore del Ministero ha espresso il proprio parere tecnico positivo, necessario all’erogazione del finanziamento. Ora si potrà prefigurare, lungo via dei Musei, un unico polo museale costituito dall’area archeologica del Capitolium e dal complesso di Santa Giulia, autentico palinsesto della storia cittadina e straordinario esempio di valorizzazione della città antica all’interno di quella contemporanea.
Viene, dunque, premiata la politica culturale condotta in questi anni dall’Amministrazione comunale, impegnata non solo nei grandi eventi espositivi, ma più in generale nella costruzione di una città e di una comunità attenta alla rivalutazione delle proprie potenzialità storiche e monumentali.”
Nel corso degli ultimi 15 anni sono state effettuate nella zona del Capitolium indagini archeologiche, interventi strutturali, interventi conservativi, con la raccolta di numerosi e fondamentali dati per la conoscenza delle strutture antiche e delle sequenze cronologiche. Nell’area che oggi si affaccia su via dei Musei, l’antico decumano massimo, sono concentrati gli edifici pubblici più significativi della città antica, che rappresentano un caso emblematico nel panorama dell’archeologia in Italia settentrionale.
Il Santuario Repubblicano (prima metà del I secolo a. C.) è costituito da quattro aule affiancate su un unico podio; straordinario è il ciclo di affreschi che ne decora le pareti, con finte lastre di marmo, ghirlande vegetali e architetture illusionistiche, frutto di maestranze di origine centroitalica. Sul santuario venne edificato nel I secolo d. C. il tempio capitolino, destinato al culto di Giove, Giunone e Minerva, che conserva ancora i pavimenti originali in lastre di marmi policromi; nel 1830, pochi anni dopo la sua scoperta, venne parzialmente ricostruito e divenne la sede del Museo Patrio, poi Museo Romano.
A ridosso del Capitolium si imposta la cavea del teatro, risalente all’età augustea con interventi successivi del I secolo d. C. e il rifacimento della scena tra II e III secolo d. C.
L’unicità di questa area archeologica risiede, quindi, nella concentrazione di edifici antichi e nell’importanza religiosa e civile che essi rivestivano.
Brescia, 9 aprile 2008