1. Costituisce per me un onore poter porgere oggi, a nome della cittadinanza e dell’Amministrazione municipale, il più cordiale e sincero saluto a tutti voi ed un caloroso benvenuto nella città di Brescia, nell’occasione della I Conferenza nazionale su fiscalità ed economia locale: l’economia dei Comuni tra domanda dei cittadini e prospettive di Finanza locale, organizzata dall’Istituto per la finanza e l’economia Ifel e dall’Associazione Nazionale dei Comuni italiani.
La vostra presenza, cari colleghi Sindaci d’Italia, oggi ci riempie di orgoglio ed alimenta la consapevolezza di una città in cui non si è affievolito, ma semmai rinvigorito il sentimento nazionale che qui ha radici antiche e profonde.
Brescia porta il nome di Leonessa d’Italia, per aver strenuamente combattuto durante le epiche Dieci Giornate del 1849 nella lotta contro gli Austriaci in vista del riscatto e dell’indipendenza nazionale. Qui ha visto i natali Giuseppe Zanardelli, più volte ministro, autore dell’omonimo codice penale e capo del governo fra il 1901 ed il 1902; qui ha visto la luce e si è formato Papa Paolo VI, il pontefice che ha saputo guidare la Chiesa in stagioni straordinariamente difficili e complesse, cogliendo ed interpretando con intelligenza e lungimiranza i fermenti del tempo suo.
Brescia è stata altresì una delle capitali nazionali della resistenza al nazi-fascismo, una città orribilmente ferita dalla efferata strage di piazza della Loggia, una città che da oltre trentatré anni attende la verità, non per volontà di vendetta, piuttosto perché siano compiutamente disvelate e punite le responsabilità nel nome della giustizia. Una città che è stata protagonista della crescita economica del secondo dopoguerra nel nostro Paese, uno sviluppo reso possibile da una sorta di cogente religione del lavoro, nonché dalla presenza di un sistema di imprese capaci di innovare processo e prodotto, di affrontare le sfide impervie del cambiamento ed ella competizione.
Questa città ha da sempre rappresentato un laboratorio innervato da elaborazione culturale, progresso economico-sociale, sviluppo politico, un laboratorio sostenuto da capacità produttiva ed innovazione tecnologica, dove è rintracciabile una comunità viva e laboriosa, nella quale ancora si coltiva il sentimento di una progettualità esigente, ma pure dove la solidarietà trae vigore da molteplici, generose, testimonianze. Brescia è città moderna, evoluta ed europea, sede di due Università e di numerose case editrici di cultura, nella quale sono attive ed operanti molteplici associazioni e mondi vitali. Una città nobilitata altresì da preziose risorse spirituali e religiose che hanno alimentato e continuano ad innervare la stessa vita civile, dando luogo ad una sollecitudine mai dismessa per valori comuni, per una disposizione di reciproco ascolto, a garanzia di progresso, di una crescita all’insegna di valori positivi.
Una città d’arte, ricca di monumenti e di storiche dimore, di uno straordinario patrimonio d’arte e d’architettura, sorvegliata dal Castello di epoca viscontea e veneziana, che serba nel proprio centro lo straordinario complesso museale di santa Giulia e San Salvatore, la civica Pinacoteca Tosio-Martinengo, il gioiello costituito dal Teatro Grande, già descritto da Stendhal come fra i più suggestivi d’Europa. Una città nata in età romana, la Brixia dell’Impero, divenuta successivamente capitale longobarda, dominata per oltre tre secoli dalla Serenissima Repubblica Veneta, luogo storico dell’epopea risorgimentale e centro vitale pienamente immerso nell’età contemporanea.
Una città fiera della propria identità, ma oggi sempre più caratterizzata da una presenza multietnica, multiculturale, multireligiosa, che vive con attenzione ed impegno il concreto percorso verso l’integrazione, nell’affermazione di quella sicurezza dei cittadini che è garanzia di libertà, ma pure confrontandosi con le possibili incrinature della coesione sociale, con le sfide della reciproca comprensione, della condivisione ed il rispetto di diritti e di doveri.
Una città che all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha sempre offerto concreto sostegno e garantito preziose presenze, come nel caso della presidenza – fra il 1992 ed il 1995 – dell’avv. Pietro Padula, già sindaco di Brescia fra l’ottobre 1985 ed il maggio 1990, nonché per lunghi anni apprezzato, intelligente direttore della rivista associativa.
Una presidenza, la sua, illuminata e feconda, che ha lasciato segni riconoscibili ed un’eredità preziosa: un impegno generoso e fattivo per il quale intendiamo oggi esprimere, mediante la consegna di un apposito riconoscimento, sincera gratitudine a nome della città e, sono certo, di tutti i comuni italiani.
2. Questa Conferenza nazionale dedicata al tema “fiscalità ed economia locale” costituisce un importante ed atteso evento, una feconda occasione di dibattito e di confronto volta ad affrontare approfonditamente alcune delle questioni più rilevanti per la politica dei Comuni italiani e, più in generale, circa il ruolo dei Municipi per la crescita e lo sviluppo delle comunità locali.
Intendiamo, dunque, affrontare temi inerenti le necessarie riforme delle istituzioni, nel ripensamento dell’articolazione dello Stato, del suo rapporto con il territorio ed i cittadini, dentro una cornice che confermi i vincoli storici ed i fondamenti valoriali della Costituzione repubblicana.
Indilazionabile appare infatti proporre soluzioni adeguate all’esigenza di un autentico, schietto patto federalistico che nel quadro di un processo concordato di devoluzione di ruoli, funzioni ed attività, riconosca originaria sovranità e pienezza di funzioni al sistema delle autonomie locali, nella distinzione e differenziazione dei compiti di ciascuno.
Varrà la pena di riprendere la lezione di De Tocqueville che già in un saggio del 1835, un classico del pensiero politico - “La Democrazia in America” -, aveva avuto l’opportunità di osservare che «Il Comune è la sola associazione che sia così naturale, che, ovunque sono uomini riuniti, si forma un Comune. [...] La sovranità del popolo nel Comune è uno stato originario [...] nel Comune risiede la forza dei popoli liberi [...], senza istituzioni comunali non c’è spirito di libertà. [...] Mentre i regni e le repubbliche sono opere umane, sembra che il Comune esca direttamente dalle mani divine».
I temi proposti da questa Conferenza sono dunque molteplici, soprattutto nella prospettiva della manovra prevista dalla nuova legge finanziaria 2008. In questi due giorni saranno affrontate questioni cruciali quali un equo federalismo fiscale, secondo l’idea che coltiviamo e che sosteniamo di realizzare un “federalismo che funzioni”, mirante a istituzioni capaci di governare il cambiamento e di fornire risposte ai diffusi bisogni delle nostre comunità.
Un’autonomia ed una fiscalità locale, quindi, come suggerisce la prima sessione dei lavori previsti, in grado di tradursi in un federalismo operante e concreto, capace di incentivare la promozione di politiche attive per il conseguimento di obiettivi primari quali lo sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica, delle strutture necessarie per una migliore educazione scolastica, la realizzazione di nuove infrastrutture per la mobilità, l’adozione di “pacchetti sicurezza” anche mediante l’esclusione degli investimenti finalizzati a tale scopo dal patto di stabilità interno, innovative politiche per il trasporto, l’ambiente e la promozione della salute dei cittadini.
Occorre procedere con immediatezza a definire il ruolo dei Comuni per lo sviluppo del territorio attraverso nuove politiche comunali di investimento. Penso alla necessaria rivisitazione dei criteri per la ripartizione del fondo a favore dei piccoli comuni, al rafforzamento dei finanziamenti per le Unioni dei Comuni, nel riconoscimento del ruolo dei Municipi quale primo livello istituzionale in grado di agire appieno il sistema delle relazioni verticali, fra istituzioni, ma pure nelle relazioni orizzontali proprie della sfera sussidiaria. Senza dimenticare le problematiche connesse alle norme che regolano i bilanci comunali ed il patto di stabilità, focalizzando le nostre proposte sull’incentivazione all’utilizzo di forme innovative di finanziamento degli investimenti.
Essenziale diviene dunque procedere ad una attenta analisi dei contenuti della manovra finanziaria 2008, ad iniziare dall’obiettivo di riduzione – abolizione dell’Ici per le abitazioni principali, operazione per la quale occorre però trovare itinerari di accettabile sostenibilità per l’autonomia tributaria municipale, così come per la non più rinviabile riduzione dei costi della politica, nel contenimento delle spese di funzionamento degli enti e la costante lotta allo spreco di risorse. Tema che va però affrontato in modo organico, a tutti i livelli istituzionali, senza penalizzare la democrazia partecipativa. Ricordo, inoltre, la necessità di introdurre nella manovra finanziaria misure strutturali a favore dell’integrazione delle pubblic utilities, onde renderle più competitive e migliorare la qualità dei servizi erogati alla cittadinanza, così come l’impegno a verificare quali siano i primi effetti, e gli auspicabili sviluppi, del l’avvenuto trasferimento delle funzioni catastali ai singoli Comuni.
Temi cruciali per il presente ed il futuro dei Comuni italiani, che in questa Conferenza, sono certo, saranno al centro di una franca discussione ma, pure, potranno qui trovare la ricerca di possibili, concrete soluzioni. Non mi resta che ringraziare quindi Ifel ed Anci per aver scelto la città di Brescia e rivolgere a tutti i colleghi Sindaci ed agli illustri relatori un caloroso augurio di buon lavoro.
Paolo Corsini
Sindaco di Brescia