L’Assessore alla Partecipazione Claudio Bragaglio ha riferito alla Giunta Municipale la decisione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, della Tavola della Pace, della Consulta Provinciale della Pace di Milano, del Coordinamento degli Enti Locali per la Pace della Provincia di Milano e di molte altre organizzazioni, di promuovere una Manifestazione nazionale per la pace e la giustizia in Medio Oriente che si terrà sabato 18 novembre a Milano.
Considerata la gravità della situazione del Medio Oriente dove la guerra non ha mai smesso di seminare lutti e devastazioni; visto anche l’appello di convocazione della manifestazione che si apre e si chiude con due significative citazioni del Cardinale Carlo Maria Martini e di Tiziano Terzani e che intende sollecitare i responsabili della politica italiana, europea e internazionale ad affrontare con coraggio i problemi irrisolti a partire dal conflitto israelo-palestinese e a scongiurare così una ripresa generalizzata della guerra, l’Amministrazione Comunale ha deciso di accogliere positivamente tale sollecitazione.
La Giunta Municipale ha deciso quindi:
1. di aderire alla Manifestazione nazionale per la pace e la giustizia in Medio Oriente che si terrà sabato 18 novembre a Milano promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani e da altri;
2. di invitare tutti i cittadini e le associazioni a partecipare alla manifestazione;
3. di partecipare ai programmi e progetti per la ricostruzione civile e sociale del Libano e ai progetti di solidarietà e di pace in Palestina e Israele, nei modi che saranno concordati con il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani;
4. di sollecitare la costituzione a livello nazionale di un Comitato per la Pace in Medio Oriente con le organizzazioni e le istituzioni interessate.
“L’Amministrazione Comunale di Brescia - sottolinea l’assessore Claudio Bragaglio - condivide le motivazioni di pace e gli obiettivi della manifestazione contenuti nell’appello e sottolinea la necessità di lavorare perché la fine del conflitto in Libano segni davvero l’inizio di una nuova fase politica caratterizzata dall’abbandono di tutti i piani e proclami di guerra. La rinuncia alla guerra e al terrorismo come strumento della politica, lo sforzo comune di affrontare pazientemente tutti i problemi irrisolti con mezzi pacifici, e il rilancio e la democratizzazione dell’ONU, del diritto, della sicurezza e della legalità internazionale sono essenziale strumento di Pace.”
Brescia, 15 novembre 2006