“È con sorpresa e meraviglia unite a sconcerto e incredulità che abbiamo dovuto prendere atto della notizia del commissariamento dell’Istituto Zooprofilattico.
Un Istituto che quest’anno ha compiuto 75 anni dalla sua fondazione, unanimemente riconosciuto, sia in Italia che all’estero, come un Ente di ricerca all’avanguardia che ha saputo coniugare la scienza alla quotidianità della zootecnia, la cui attività si è esplicata direttamente nel mondo agricolo e nelle aziende di trasformazione dei prodotti di origine animale, produzione questa che, come è noto, rappresenta una grande fetta dell’economia padana (lombardo-emiliana) e della nostra provincia.
L’attività dell’Istituto Zooprofilattico bresciano per il mondo agricolo e per i consumatori è sinonimo di garanzia e sicurezza alimentare (basti pensare alle carni ed al latte, in particolare, che grazie al lavoro dei tecnici dell’Istituto di Brescia ha il primato della qualità in Italia), grazie alla sua attività tecnica e scientifica è stato possibile superare emergenze quali la BSE (mucca pazza), l’influenza aviaria o le aflatossine nel latte, ed oggi la malattia vescicolare dei suini (delle cui conseguenze economiche si sono già occupati gli organi di informazione).
Come un fulmine a ciel sereno è arrivato il commissariamento, non certo per problematiche finanziarie o tecniche (l’Istituto ininterrottamente dal 1992 chiude in attivo i propri bilanci, caso raro per un ente pubblico in Italia), ma perché le due Regioni di riferimento, Lombardia ed Emilia Romagna, non trovano accordo sugli assetti.
Si nomina un Collegio commissariale di ben 8 persone (di fatto tutto il Consiglio precedente con in più il Direttore generale) per 90 giorni: ufficialmente in attesa della ricostituzione dei nuovi organi, ma in realtà si parla apertamente di sdoppiamento dell’Istituto in due enti, con il rischio di distruggere un’istituzione che funziona.
Le negative conseguenze sono facilmente immaginabili sia in termini di funzionalità ed efficienza che in termini di costi e con il possibile effetto domino sugli altri Istituti del Paese: se il capofila e il primo si è sdoppiato chiederanno anch’essi di separarsi? Dai 10 attuali avremo 20 Istituti Zooprofilattici? Tutto ciò con buona pace della capacità di coniugare in un compiuto sistema federale una rete nazionale con le esigenze e le specificità del territorio.
Chiediamo alla Regione Lombardia ed alla Regione Emilia Romagna di procedere, in tempi brevissimi, alla ricostituzione degli organi dell’Istituto per consentire la regolare prosecuzione della sua qualificata attività o, in caso contrario, l’intervento del Ministro della Salute con un ulteriore commissariamento, con immaginabili conseguenze che ricadranno inevitabilmente in capo alle due Regioni”.
Paolo Corsini
Sindaco di Brescia
Luigi Morgano
Vice Sindaco di Brescia
Brescia, 25 novembre 2006