“Nell’imminenza del confronto di calcio Brescia-Atalanta intendo esprimere pubblicamente, anche a nome dell’Amministrazione comunale, un sentimento di viva preoccupazione per le condizioni di salute in cui versa il tifoso Paolo di Castenedolo, tuttora in coma a seguito dei traumi riportati nel corso degli incidenti verificatisi nell’occasione della partita di calcio Verona-Brescia del 24 settembre scorso.
L’augurio a lui, e ai suoi famigliari, è di una pronta e rapida guarigione.
Nel pieno rispetto delle prerogative della Magistratura, la quale ha aperto un’inchiesta volta ad appurare l’andamento dei fatti, condivisa è l’attesa che si giunga rapidamente ad un accertamento dell’intera vicenda in modo che possa essere ricostruita la dinamica che ha portato a conseguenze così gravi tanto da appendere una vita al filo esile della speranza.
Resta certamente l’interrogativo inquietante di come sia possibile, e come di fatto avvenga, che una partita di calcio, la quale dovrebbe essere occasione di festa, di spettacolo e di gioco, possa tramutarsi in un problema di ordine pubblico e dare vita a scontri, incidenti, contrapposizioni violente.
Sono certo, infatti, di interpretare correttamente le aspettative dell’opinione pubblica e di quanti amano il gioco del calcio, vale a dire il gioco più bello del mondo, se ribadisco che il desiderio di tutti è di poter assistere a confronti calcistici in un clima di reciproco rispetto, di tolleranza, di passione pacifica e non violenta.
La vita di ogni persona, infatti, rappresenta un valore così straordinario e così importante che va sottratto alla pratica incivile degli scontri, della violenza che fa naufragare lo sport e il divertimento che ne deriva.
Un impegno, quello della trasparenza sull’episodio di Verona, tanto più importante per il rispetto e la sensibilità che si devono alle condizioni di salute del tifoso Paolo, nonché per la richiesta di chiarezza che si leva e che proviene da molti settori della società civile e politica bresciana, a cominciare dai tanti tifosi che seguono con responsabile passione e tranquilla dedizione il Brescia Calcio, in casa come in trasferta.
Una richiesta, infine, che risulta – a poche ore dalla delicata partita Brescia-Atalanta – oltremodo avvertita, in virtù di quei valori di correttezza e di lealtà dei comportamenti, di rispetto dell’avversario, di pacifica passione sportiva, di pratica nonviolenta del tifo, che ho già avuto occasione di richiamare con forza qualche giorno fa nell’appello pronunciato congiuntamente all’amico e collega Sindaco di Bergamo Roberto Bruni”.
Paolo Corsini
Sindaco di Brescia
Brescia, 25 novembre 2005