SOLLEVATO IL TEMA DEL CARO-TARIFFE PER I PENSIONATI
RICHIESTI CRITERI DI COMPATIBILITA’ PIU’ EQUI
Bollette energetiche: il Sindaco di Brescia Paolo Corsini ha scritto una lettera ad Alessandro Ortis, Presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas, lettera nella quale solleva il tema della gravosa e crescente incidenza dei costi delle bollette sul reddito delle pensionate e dei pensionati e invita l’Autorità a riconsiderare il sistema tariffario secondo criteri di maggiore compatibilità ed equità sociale.
La sollecitazione del Sindaco Corsini prende spunto dagli studi e dalle segnalazioni del Settore Servizi Sociali del Comune di Brescia e dei Sindacati dei Pensionati: secondo tali studi, il 27% dei pensionati INPS bresciani (dato provinciale) ha una pensione fino a 402 euro al mese, un altro 25% tra i 402 e i 516 euro, un altro 28% tra i 516 e i 1.032, solo il 20% oltre questa soglia.
Una recente ricerca dell’Ufficio Statistica del Comune di Brescia, inoltre, indica nel 30% l’incidenza media delle spese per varie bollette sui redditi della pensione: “si tratta di un onere che comporta grandi sacrifici e gravami alla qualità della vita delle pensionate e dei pensionati”, evidenzia il Sindaco Corsini, che aggiunge: “Per circa duemila persone fa fronte, in modo parziale, il buono sociale dell’Amministrazione Comunale di Brescia, ma ciò non basta: il conguaglio per l’applicazione della nuova metodologia tariffaria ha assorbito tutto o comunque buona parte del buono sociale annuale e il conguaglio sugli anni arretrati ha creato molto malcontento. Non solo: gli aumenti decisi a livello nazionale nel corso dell’anno e quelli previsti per i prossimi mesi – commenta Corsini – indicano una dinamica sempre più gravosa per queste categorie”.
Conclude il Sindaco di Brescia: “Forse una prospettiva positiva può ritrovarsi nell’affrontare la questione attraverso la creazione di agevolazioni tariffarie socialmente motivate, differenziate tra gli anziani per classi di età. Intervento più strutturale e sistematico sarebbe creare maggiori “sconti” tariffari, che devono riguardare pensionate e pensionati che hanno più di 75 anni di età, l’area di maggiore criticità quanto a perdita di potere d’acquisto, ma le agevolazioni non possono mancare nemmeno per chi ha già più di 65 anni.
In tal senso, i Sindacati dei Pensionati hanno chiesto al Governo ed alle autorità l’innalzamento dei tetti di reddito per la fruizione della fascia sociale: mi auguro che tali istanze vengano positivamente accolte”.
Brescia, 16 luglio 2005