comunicati stampa 2005
AUGURI SANTO NATALE E ANNO NUOVO 2005
Paolo Corsini Sindaco di Brescia

I giorni che ci avvicinano al Santo Natale ed al nuovo anno sollecitano tutti noi a chinarci su doverosi bilanci, nel tentativo di ripercorrere idealmente la memoria di giorni, a volte lieti a volte densi di difficoltà, ma sempre fervidi ed operosi.

Ripensare alle nostre azioni, dunque, e nel contempo condividere la speranza per un futuro ricco di serenità. Ma, a differenza di anni anche recenti, in cui era possibile scorgere accadimenti positivi nel segno della pace e della distensione, oggi dolorose ferite, ben lungi dall’essere rimarginate, adombrano il nostro animo e reclamano vigile attenzione.

Nel mondo, nel nostro mondo, ancora oggi violenza e guerre ci addolorano, ci interpellano, ci sconvolgono. Il pensiero corre  agli innumerevoli eventi luttuosi che hanno costellato l’anno ormai trascorso, a quanti porteranno nel corpo e nell’anima il segno della tragedia, alle famiglie distrutte, alle migliaia di profughi, al pianto dei bambini mutilati.

E come tacere di fronte al dramma persistente della fame e della povertà, in un'epoca in cui l’umanità dispone come non mai di strumenti atti a promuovere sviluppo e progresso? Per questo non appare stravagante chiedersi con insistenza, in occasione del Santo Natale: in questo turbine della nostra storia, ha ancora senso parlare di pace? E in che modo, e a quale prezzo?

Gli interrogativi, inquietanti, sui fatti della storia e soprattutto sui drammatici eventi dei nostri giorni sono innumerevoli e comprensibilmente carichi di sofferte emozioni, di dolorose preoccupazioni. 

Come ricordava il cardinale Carlo Maria Martini nel suo messaggio in occasione della ricorrenza di sant’Ambrogio di tre anni fa, la nascita di Cristo rimanda alla radice profonda del male, cioè alla connivenza di ciascuno con la violenza e l’ingiustizia.

La nascita di Gesù invita cioè a cercare nell’animo i segni della nostra complicità, ci ammonisce a non limitarci a sradicare sentimenti di rivalsa e vendetta, ma a mutare radicalmente scala di valori, a cambiare vita.

Natale reclama, dunque, un rinnovato impegno a ripensare ed a praticare quotidianamente le virtù civili della tolleranza, del dialogo, dello spegnimento dei conflitti, una pratica che si alimenta pure di un’idea di città libera e conviviale capace, in primo luogo, di ascolto dei più bisognosi e deboli, di coloro cui non sono pienamente riconosciuti i diritti al lavoro, alla casa, alla salute, vicina della famiglia ed in particolare dell’infanzia, amica dei suoi vecchi e dei suoi giovani.

Una città non indifferente ai nostri concittadini, del Garda e della Valle Sabbia, così duramente colpiti dal terremoto, cui esprimiamo la nostra solidarietà augurando loro di superare presto sofferenze e disagi in cui si dibattono.

Ciò che auspichiamo per il 2005, dopo il mistero del Santo Natale, è dunque la conversione delle nostre coscienze, la capacità di affermare che solamente con la ricerca della pace, la pratica della solidarietà, la mutua convivenza, l'accoglienza reciproca, l’ascolto e la stima dell’altro, l'accettazione, il perdono, la riconciliazione, potremo mettere al bando le ingiustizie e aiutarci a rifuggire dalla pratica dell’offesa.

Questa è l’autentica, sempre attuale, dimensione che vogliamo attribuire al Natale, al mistero cristiano dell’incarnazione, all’impegno per un nuovo anno che auspichiamo per i nostri concittadini prospero e gioioso, nel sentimento della umana fratellanza, di una vita associata pacifica e solidale.


Paolo Corsini


Brescia, 23 dicembre 2004