comunicati stampa 2005
40.000 ANNI DI ARTE CONTEMPORANEA
aperta sino al 20 febbraio 2006 la mostra nel salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia
Un viaggio attraverso i millenni, per raccontare la storia della creazione artistica dalle sue origini più remote, prendendo a modello la Valcamonica che, con la sua ricca collezione naturale di arte rupestre, è stata inserita da oltre 25 anni fra i siti culturali iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Si intitola 40.000 anni di arte contemporanea: alle origini dell’Europa, l’esposizione inaugurata nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, che rimarrà in visione dal 17 dicembre 2005 al 20 febbraio 2006.

Organizzata dal Centro Camuno di Studi Preistorici, diretto dal prof. Emmanuel Anati, insieme al Comune di Brescia, la Fondazione CAB e il Banco di Brescia, Brescia Musei S.p.A., la mostra racconta le origini dell’espressività artistica dei primi abitanti d’Europa, attraverso un percorso articolato in pannelli, rilievi e vi-deo con filmati tematici.

Per riconfermare come l’arte sia linguaggio universale che supera ogni barriera, mettendo in luce la globalità della creazione nei primordi, in cui segni e ideogrammi custoditi dalle pareti rocciose sembrano parlarsi supe-rando ogni barriera, dalla penisola iberica alla Francia, dall’Azerbaijan fino alla Valle Camonica, dove sono più di 300.000 i segni tracciati nel corso di oltre ottomila anni.

“La mostra diventa occasione per scoprire da vicino la storia d’Europa delle origini, tracciata da segni che appartengono alla nostra contemporaneità, e che sono alla base dell’arte europea, senza la quale probabil-mente non saremmo quello che siamo – ha affermato il Sindaco, Paolo Corsini, durante la cerimonia di inau-gurazione dell’esposizione – Questo evento rappresenta inoltre un nuovo cominciamento nei rapporti di scambio fra Brescia e la Valle Camonica, nel segno della collaborazione e della crescita comune”.

Una visione condivisa dallo stesso Anati, Curatore della mostra, che definisce l’esposizione come un triplice incontro, “quello della Valle Camonica con Brescia, che serve da presupposto per aprire la Valle e la città all’universo europeo – ha detto Anati – L’arte preistorica è un’arte ancora viva, perché capace, a distanza di millenni, di suscitare emozioni e partecipazione”.

Definita quale un meraviglioso “racconto a fumetti” conservato sulla roccia nel corso dei secoli, l’arte rupe-stre rappresenta, come ha osservato il Presidente di Brescia Musei, Angelo Rampinelli, “la vita stratificata per centinaia d’anni e millenni, che rivela a tutto tondo le dinamiche e l’evoluzione del mondo preistorico, lungo un percorso che parte dai primordi, documentando attraverso i graffiti le vicende economiche, sociali e religiose dei nostri antenati”.

Dalle scene di caccia alle composizioni simboliche, le immagini rappresentano infatti una testimonianza di eccezionale portata storico-archeologica, in cui si specchiano i mutamenti nello stile di vita e nell’organizzazione sociale dell’uomo preistorico.

La mostra è impostata sul segno, valorizzato attraverso ingrandimenti fotografici e sovrapposizioni, e inteso come immagine da presentare al pubblico, in grado di produrre un impatto visivo ed emozionale prima ancora che intellettuale.

L’esposizione è visitabile in Salone Vanvitelliano, con ingresso gratuito, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 19, sabato dalle ore 9.30 alle 12 (domenica e festivi chiuso).

Per prenotazioni visite guidate tel. 0364-433465, per informazioni tel. 0364-42091.

Brescia, 16 dicembre 2005